Jack Frusciante è uscito dal gruppo

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Nel mondo della letteratura esiste un postulato: quanto più un autore adulto cerca di trattare tematiche giovanili in modo crudo, tanto più il risultato appare ridicolo e caricaturale rispetto a quegli stessi temi. Fortunatamente questa legge ha le sue eccezioni: è con piacere che vi presentiamo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, una perla del meraviglioso Enrico Brizzi.

Si tratta delle sgangherate vicende che segnano quattro mesi della vita di Alex D., un diciassettenne piuttosto tipico alle prese con il mondo adulto. Nonostante siano passati ormai anni dai periodi delle rivolte giovanili, la ribellione del “nostro rocker” ricalca quegli stessi schemi culturali e contesta le stesse basilari istituzioni: dalla scuola alla famiglia, dalla Chiesa alla politica, dalle disparità sociali ai pregiudizi da esse alimentati. Il rifiuto di Alex però non si concretizza del tutto. Egli sceglie di adeguarsi esteriormente, seppur con rabbia, a questo modello di società, per ricavarsi un piccolo spazio di libertà personale da riempire con gli amici di sempre, con la musica e con una storia d’amore fuori da ogni canone.

Pagina dopo pagina, le rabbiose considerazioni di Alex sulla realtà che lo circonda sembreranno a molti dei lettori straordinariamente familiari. Con la scusa della schiettezza giovanile vengono smascherate le stesse viltà, contraddizioni e ipocrisie che ciascuno di noi condanna ogni giorno, nell’intimo delle proprie riflessioni.

Nonostante questo sia un libro che si legge da solo, urgono raccomandazioni. Come prima cosa va considerato che il romanzo che avete per le mani fa riferimento ad anni e anni fa, un periodo in cui mettere le k un po’ dappertutto era una faccenda da veri alternativi: i più sensibili lettori e i puristi della lingua si ritengano avvisati. In secondo luogo chiediamo ai meno romantici di non giudicare troppo duramente qualche passaggio forse un po’ stucchevole: dopotutto chi di noi non si è mai lasciato andare a qualche stomachevole smanceria alle prese con il primo amore?

Un ultimo, spassionato consiglio: approfondite le citazioni presenti nel libro. Dalla musica alla letteratura, dai cenni espliciti a quelli più velati (il nome del protagonista richiama quello di Alex DeLarge, il giovane e “ultra-violento” antieroe di Arancia Meccanica), Brizzi compila una raffinata antologia dal sapore punk rock che vale la pena conoscere.

Il gorilla

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. mannero ha detto:

    Vorrei segnalare che il libro non sia stato scritto da Brizzi in età adulta, ma quando aveva circa 19 anni, motivo per il quale lo si trova profondamente in sintonia con i pensieri che frullano nella mente dei giovani. Secondo me, è molto interessante notare l’utilizzo di un <> linguistico di derivazione gaddiana, ossia un ‘pluristilismo’ (Contini) che ben si discosta dal secondo Brizzi e dalla narrativa dell’epoca caratterizzata da una polifonia assente e un linguaggio unificato a quello dei mezzi di comunicazione.

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    1. lelanterne ha detto:

      Grazie per il contributo, e grazie dello spunto: vedremo di creare altre occasioni in cui approfondire Brizzi, o magari dedicarci alla questione del plurilinguismo.

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