Privacy e copyright, da Petrarca a Zuckerberg

Nella società odierna, dove tutti sono accessibili, tutti sono tracciati e tutti hanno la possibilità di attingere a quello che vogliono senza fatica, risulta abbastanza logico che cose come la privacy e i diritti d’autore siano qualcosa di facilmente aggirabile e gli avvenimenti recenti ce ne danno ulteriori conferme.

Pensiamo un secondo a cosa ha portato allo scoppio del regno incantato di Facebook. In questi ultimi mesi la società statunitense ha avuto un pesantissimo smacco, dovuto alla scoperta di un vero e proprio mercato nero: un contrabbando dei dati di milioni di utenti, sfruttati da varie compagnie commerciali e movimenti politici per pilotare marketing, sondaggi e addirittura elezioni. Tutti stupiti, tutti a puntare il dito, pochi a capire quello che per molti era ovvio: quanti hanno letto le autorizzazioni richieste dalla app della F bianca su sfondo blu? Zuckerberg e compagnia hanno fatto qualcosa di illecito, ma quelli che hanno aperto la porta della loro vita privata alla compagnia americana sono gli stessi consumatori.

Tutti sono raggiungibili. Tutti sono schedati. Tutti sono imitabili.

Ebbene sì, siamo tutti soggetti a plagio, e non è nemmeno troppo difficile da capire, considerando che proprio negli stessi mesi la lotta al diritto d’autore si è fatta più aspra; quello che è stato introdotto per tutelare i creativi ai tempi di Petrarca è messo in pericolo dai sostenitori della rete libera.

La domanda sorge spontanea: il “salvavita dei creativi” ha ancora senso di esistere?

Assolutamente sì.

In un mondo dove si può lucrare dal nulla è sempre più importante tutelare chi crea, rendergli merito per il sudore della sua fronte e per il suo talento. Tuttavia, è da molti anni che il furto d’arte, come quello di dati, va avanti impunemente: in ambito musicale, come il furto degli spartiti che hanno originato Heartbreaker dei Led Zeppelin, sottratto a una band londinese minore; in ambito artistico con rivendicazioni ingiuste di opere; e in ambito cinematografico, con buona parte dei B Movie plagiati da idee preesistenti.

In questo periodo storico, quanto mai libero, è necessario, è dovere di ogni creativo e di ogni fruitore difendere quello che c’è di bello nella sfera artistica contemporanea, così come è necessario e doveroso ed difendere la propria persona dalla razzia della nostra vita privata.

Tutti sono raggiungibili. Tutti sono schedati. Tutti sono imitabili.

Il bombarolo

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...